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L'arte

La chiesa parrocchiale

La chiesa parrocchiale di San Giorgio è un moderno edificio eretto nel 1952 su progetto dell'architetto Giacomo Della Mea, con facciata e zona presbiterale completate nel 1973 dall'architetto Luciano Ria. La facciata a capanna, ricoperta da marmi bicromi, è forata da un grande occhio e , nella parte inferiore, articolata da cinque nicchie cuspidate, in tre delle quali si aprono le porte. L'interno, ad aula, ha la volta animata da travature in cemento armato.

La vecchia chiesa

La vecchia parrocchiale, Chiesa della Madonna Addolorata, settecentesca è un'alta costruzione con dignitosa facciata e portale sormontato da un gruppo scultoreo raffigurante San Giorgio e il drago. All'interno tele provenienti da Venezia e qui in deposito: Venezia in trono e la Giustizia che fuga i Vizi, opera di Pietro Malombra (1556-1618), si trovava originariamente a Palazzo Ducale nell'ufficio dei 'Signori di Notte del Criminale' e passa a San Giorgio nel 1885.
Opera magniloquente, vicina ai modi del Tintoretto, il Miracolo di una partoriente in riva al mare eseguito da Alessandro Varotari detto il Padovanino (1588-1648), proviene 1887 dalla soppressa chiesa Veneziana di Santa Maria Maggiore.

E' composizione complessa ricca di particolari e dalle grandi dimensioni (490 x 636 cm) e di buona esecuzione, San Bernardo e Sancha di Spagna di Pietro Muttoni detto il Vecchia, databile al 1640.

Le due prime tele, appena giunte a San Giorgio furono restaurate dal pittore Domenico Fabris di Osoppo, cui venne affidata anche la dipintura della volta con la Salus infirmorum (1890). L'affresco, caduto nel 1942, fu rifatto poco dopo da Silvio Pavon.

Da ricordare il dipinto con il Trionfo di San Giorgio (1838), modesto lavoro del pittore Valentino Marani di Chiarisacco, e la pala con la Morte di San Giuseppe di Antonio Fantini (1851).
L'altare maggiore, settecentesco, è in marmo, le statue raffigurano i Santi Michele Arcangelo e Giacomo.