Italiano

Frazione Zellina

ZILÌNE = friulano

Significato del nome:

Dallo sloveno Celina = territorio spoglio, abbandonato, incolto.

Da notare che il paese e il fiume hanno lo stesso nome, ed entrambi lo prendono dal territorio circostante. L'abitato, di probabile origine slava, è sorto, forse, subito dopo il X sec. appena cessate le terribili scorrerie degli Ungari (1991, C.C.DESINAN).

Ancora oggi si racconta una leggenda dove, in tempi assai lontani, una tribù di nomadi venuta dall'oriente si sia fermata in quel luogo e che una giovane principessa di nome Zellina, figlia del Re di quella comunità, dopo la sua improvvisa scomparsa venne trovata morta lungo la sponda del fiume, forse uccisa da qualche bestia di quel luogo ancora selvaggio.

La giovane principessa, tra la disperazione generale, seguendo i suoi antichi riti cerimoniali venne sepolta dentro il fiume e, tanto a questi che a tutto il territorio circostante, venne imposto il nome della fanciulla. In seguito a questo fatto alcune famiglie si stabilirono definitivamente in quel luogo dando così inizio alla formazione dell'attuale abitato. Questa è una leggenda e, logicamente, l'ipotesi che un nome di luogo derivi da simili fantasiosi personaggi non ha alcun valore.

Ubicazione e Note Storiche:

Zellina, frazione di San Giorgio di Nogaro, posta a circa 2 Km a ovest del Capoluogo lungo la SS14 Venezia trieste. (1239) = VETERIS ZILINE è la documentazione più antica; (SGCE pag.43, a.1300) = CELINE; (1350)= GRAVAM ZILINE; (1489)= ZILINIS.

CHIESA DI ZELLINA
LE GLÊSIE DI ZILÌNE = friulano

Significato del nome:

Zellina, toponimo recente in viale Venezia.

Alla chiesa, dedicata all'IMMACOLATA DI MARIA, la prima pietra venne posta il 12 dicembre 1948. Completata sotto la direzione pastorale di don Lauro Minin e don Bepo Minighin, prima e don Bruno Rosselli, poi, con il contributo volontario in opere materiali ed economiche di tutta la popolazione, la quale, per questo, alla fine della guerra smantellò un campo d'aviazione militare.

Il cemento ricavato dalla pista d'atterraggio venne trasformato in mattoni con i quali la popolazione edificò la chiesa. La benedizione solenne venne celebrata nel Natale del 1949 e la prima Messa l'indomani, giorno di Santo Stefano.

Note a cura di Luigi Del Piccolo - VicePresidente dell'Associazione Culturale 'Ad Undecimum'.