Italiano

Frazione Chiarisacco

CIARISÀ = friulano

Significato del nome:

Deriva dal prediale Caris(i)acum = il podere di Carisio.
Prediale = I toponimi prediali (o fondiari) sono legati al sistema romano della centuriazione e cioè alla divisione dei terreni in appezzamenti da distribuire ai colonizzatori. Ciascuno di questi poderi finiva quasi sempre per chiamarsi con il nome del proprietario attraverso il suffisso aggettivale -ana o -anum (cui corrispondeva il celtico -acum, -icum, e –acu dal latino aquileiese, se la popolazione del luogo era di origine indigena). Es.: Praedium Cervenianum (cioè di un Cervenius), oggi Cervignano; Domus Athisiana (appartenente ad un Athisius), oggi Latisana ecc.(DT).

Ubicazione:

Chiarisacco Frazione di San Giorgio di Nogaro posta ad Est del capoluogo, sul lato sinistro del fiume Corno.
In principio l'area in oggetto evidentemente era, con tutta probabilità, lambita dal fiume Corno. All'epoca del rilevamento, invece, che risale agli inizi del XIX sec., la superficie denominata Chiarisacco si trova divisa in due parti; una si trova sotto il comune censuario di Chiarisacco, e l'altra sotto Zuccola. La spiegazione del fenomeno può essere ricercata nella relativa facilità che hanno i fiumi, attraverso il tempo, a modificare il loro corso, quindi, si desume che l'area in oggetto, a causa del cambiamento di corso del fiume Corno, sia rimasta divisa in due. La parte che si trova a Chiarisacco, infatti, confina a nord e ovest con il fiume Corno, a est con il top. Rivatta, e a sud con il paese. La parte situata a Zuccola, invece, confina a nord con Vedrozzo, a sud con Prado della Fontana, a est con il fiume Corno e a ovest con Fontana.

Note storiche:

“Fino dal 1149 al 1169, si trova nei diplomi antichi un Varnerius di Carisach, detto altresì de Carisaco, il quale nel 1158 fa una donazione di beni allodiali in Cargna all'Abbazia di Moggio.
Nel 1269 un Andrietto era capitano in Carisaco.
Nel 1288 un Anselmus de Carisaco erat cum. D.Artuico de Castello tempore expugnationis Marani.
Nel 1296 alli 6 gennaio è statuito quod homines de Aquileja de Carisaco et Villanova valeant buscare in busco de Zumel excepto busco de Ruvedola.
Nel 1274 il sig. Leonardo di Brazzacco superiore e fratelli q.m. D.Artrasio riconoscono di avere dalla chiesa d'Aquileja in feudo retto e legale tutta Villanova, che giace nella pieve di Porpetto sotto Carisaco con tutti i diritti e pertinenze e boschi.
Nel 1308, un Enselino, o Anselino che aveva feudo d'abitanza in Carisaco per il Patriarca di Aquileja, Ottobono, diventava marchese d'Istria; nel 1324 Bertolotto figlio del detto Anselino era podestà di Marano.
Nel 1372 la gastaldìa di Carisaco è data a Giovanni Lissone.
Nel 1376, il patriarca d'Aquileja conferisce un maso feudale d'abitanza in Carisaco a Francesco q.m. Matiosso di Carisaco.
Nel 1389 la Gastaldìa di Carisaco si affittava per annue marche dieci di denari. Tale Gastaldìa doveva certamente essere una delle tante Gastaldìe rurali dipendenti dal Gastaldo o dal Conte di Gorizia, come Ajello, Plezzo ecc.”

Note a cura di Luigi Del Piccolo - VicePresidente dell'Associazione Culturale 'Ad Undecimum'.